Gangi e la sua Sagra della Spiga

Pubblicato il da Salvatore

Gangi è un comune della provincia di Palermo e precisamente l'ultimo comune della provincia stessa percorrendo la strada statale 120 che dal capoluogo porta a Fiumefreddo, vicino Catania. Passato il comune di Gangi si entra in provincia di Enna. Il comune ha la caratteristica di essere addossato su un versante del monte Marone e la parte più alta arriva a poco meno di 1100 metri. In esso, ogni anno si svolge la festa della "Sagra della spiga".

Ogni anno, la seconda settimana del mese di agosto, nel comune di Gangi, si svolge la "Sagra della Spiga", una manifestazione che unisce le antiche tradizioni dei contadini con la storia della dea Cerere.

La festa ha vari momenti che si svolgono tra il venerdì e la domenica prima di ferragosto durante i quali viene rappresentata la vita dei contadini d'epoca ed il divario che c'era fra coloro che lavoravano i campi ed i signori che pagavano questi contadini e tutto si svolge con persone in costumi d'epoca e parlato in un dialetto antico del luogo.

La rappresentazione consiste nella messa in scena della storia di un Barone che chiede in sposa la figlia di uno dei contadini che lavoravano per lui stesso e inizialmente il padre si oppone per poi convincersi alla fine, dietro insistenza della ragazza.

Il primo giorno si può assistere all'inizio della festa dove un contadino, con il tamburo a tracolla, gira per le strade del paese ad annunciarne l'inizio, dopodiché segue una sfilata nella quale gli uomini del barone con lo stesso vanno a casa della fanciulla a chiederne la mano, tutti a cavallo e in costumi d'epoca.

Il secondo giorno viene rappresentato, attraverso una commedia, l'arrivo del barone e dei suoi uomini a casa della ragazza ed alla fine della commedia, in piazza viene offerta una degustazione di nove legumi bolliti assieme accompagnati con del vino e pane locale.

Il terzo giorno che è quello in cui culmina la festa si può assistere ad una sfilata con i contadini e i loro attrezzi, il barone con il suo seguito tutti a cavallo, la ragazza con i genitori anch'essi a cavallo, dopodiché segue la sfilata delle dee su dei particolari carri trainati da buoi, questi venivano chiamate "stravule" e servivano ai contadini per portare i covoni dai campi all'aia.

Aspetti positivi:

Si può rivivere una bella storia con costumi e dialetto d'epoca.

Aspetti negativi:

Organizzazione un po' libera.

Una veduta della stravula
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